Rischio ATEX: metodologie per una corretta valutazione e classificazione delle zone
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Cos'è il rischio ATEX?
ATEX è l’acronimo di “Atmosphères Explosives” (Atmosfere Esplosive). Si riferisce a un insieme di direttive europee che stabiliscono i requisiti essenziali di sicurezza per attrezzature e sistemi di protezione destinati a essere utilizzati in atmosfere potenzialmente esplosive. L’obiettivo principale è prevenire incidenti causati da esplosioni in ambienti di lavoro dove sono presenti sostanze infiammabili.
La sicurezza sul lavoro viene regolamentata dal Decreto Legislativo del 9 aprile 2008, n. 81 e dal successivo D.Lgs. 106/2009, che stabiliscono, tra le altre cose, le misure e le linee guida generali per l’organizzazione della prevenzione e protezione dei lavoratori, sanciscono gli obblighi dei datori di lavoro, dei lavoratori stessi, degli obblighi dei professionisti, dei progettisti, dei fabbricanti, dei fornitori e degli installatori, nonché le responsabilità per la mancata applicazione delle sopraccitate normative.
Valutazione del rischio ATEX: come effettuarla con una metodologia corretta?
La valutazione del rischio ATEX è un processo fondamentale e un contributo essenziale per la corretta redazione del documento di valutazione dei rischi aziendali (DVR), per garantire la sicurezza in ambienti dove possono formarsi atmosfere esplosive.
Essa consiste nell’identificare, valutare e ridurre al minimo i rischi legati alla presenza di miscele aria-combustibile in grado di innescare un’esplosione, secondo le seguenti fasi essenziali:
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Identificazione delle sostanze infiammabili (qualità e quantità);
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Analisi dei processi e fasi critiche;
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Definizione delle aree a rischio;
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Valutazione dei fattori di rischio (fonti di accensione e condizioni ambientali favorevoli alla formazione di atmosfere esplosive);
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Scelta delle misure mitigative di prevenzione e protezione;
Classificazione delle zone ATEX
Il pericolo corrisponde alla presenza, nell’ambiente considerato, di una zona classificata pericolosa, intesa come:
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Presenza di una sostanza infiammabile o combustibile (gas o polveri);
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Grado di dispersione della sostanza pericolosa;
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Concentrazione della sostanza all’interno del campo di esplosione;
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Quantità di atmosfera esplosiva sufficiente per produrre, in caso di accensione, lesioni o danni.
Le zone pericolose sono definite nelle norme CEI EN 60079-10-1 come nel seguito riportate:
Misure di prevenzione e protezione
A seguito della valutazione del rischio e della classificazione delle aree, vengono eventualmente previste delle misure preventive o protettive per eliminare o ridurre al minimo il rischio esplosione.
MISURE PREVENTIVE
Le misure di prevenzione mirano a impedire la formazione di atmosfere esplosive o a renderle inoffensive.
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eliminazione delle fonti di innesco:
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utilizzo di attrezzature o impianti ATEX certificati;
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sostituzione di materiali potenzialmente infiammabili con altri più sicuri;
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controllo delle temperature di superfici calde;
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eliminazione di fonti di scintille (interruttori, motori elettrici, ecc.);
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ventilazione:
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diluizione delle concentrazioni di gas o polveri infiammabili;
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rinnovo dell'aria in modo continuo;
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inertizzazione:
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aggiunta di sostanze inerti per ridurre la concentrazione di ossigeno nell'atmosfera;
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sostituzione di sostanze infiammabili:
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utilizzo di sostanze meno pericolose o non infiammabili;
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mantenimento della pulizia:
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prevenzione dell'accumulo di polveri combustibili;
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pulizia regolare delle superfici.
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MISURE PROTETTIVE
Le misure di protezione entrano in gioco quando non è possibile eliminare completamente il rischio di esplosione.
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contenimento dell'esplosione:
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utilizzo di apparecchiature a prova di esplosione:
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costruzione di barriere antideflagranti
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limitazione degli effetti dell'esplosione:
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utilizzo di dispositivi di depressurizzazione
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separazione fisica delle diverse aree a rischio
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sistemi di rivelazione e allarme:
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installazione di rilevatori di gas o polveri infiammabili
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attivazione di allarmi in caso di superamento dei limiti di sicurezza
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procedure di emergenza:
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definizione di procedure chiare e precise in caso di incidente
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formazione del personale alle procedure di emergenza
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Normativa ATEX: obblighi per le aziende
Tutti i datori di lavoro sono obbligati a implementare il documento di valutazione dei rischi (DVR) adattato alle peculiarità del proprio sito produttivo e ai pericoli per la sicurezza dei lavoratori potenzialmente presenti.
Le aziende che operano in ambienti potenzialmente esplosivi hanno l'obbligo di:
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Valutare il rischio esplosione: identificare le zone ATEX e le sostanze pericolose;
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Elaborare un documento di valutazione del rischio ATEX: descrivere le misure di prevenzione e protezione adottate;
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Scegliere le attrezzature adeguate: assicurarsi che siano conformi alla normativa ATEX;
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Fornire una formazione adeguata ai lavoratori: informare i lavoratori sui rischi e sulle misure di sicurezza

Esempio pratico di valutazione del rischio esplosione
Si riporta di seguito, in estrema sintesi, cosa dovrebbe prevedere un’analisi del rischio ATEX in un’azienda industriale del settore alimentare che decide, per migliorare l’efficienza energetica della propria produzione frigorifera di stabilimento, di dotarsi di una nuova centrale frigorifera ad ammoniaca (NH3):
L'analisi del rischio ATEX per impianti di refrigerazione ad ammoniaca è un processo complesso che richiede competenze specialistiche. È fondamentale coinvolgere tecnici qualificati ed utilizzare strumenti adeguati per garantire la sicurezza dell'impianto e dei lavoratori.

L'ammoniaca (NH₃), molto utilizzata negli impianti di refrigerazione industriale, è un gas tossico e infiammabile che, in determinate condizioni, può formare miscele esplosive con l'aria. La normativa ATEX (ATmosphères EXplosives) impone quindi una rigorosa valutazione dei rischi per prevenire incidenti in questi impianti.
A seguito dell’intervento si rende necessario l’aggiornamento della valutazione del rischio ATEX di stabilimento, allegato al DVR aziendale.
Si prevede quindi di procedere con:
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Identificazione delle zone a rischio:
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Zone 0: tubazioni non isolate, flange, valvole e altri punti di potenziale perdita di ammoniaca all'interno delle sale macchine e nelle aree di stoccaggio;
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Zone 1: aree circostanti le zone 0, dove le fughe di ammoniaca possono accumularsi e formare miscele esplosive in caso di guasto;
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Zone 2: aree adiacenti alle zone 1, dove la presenza di miscele esplosive è meno probabile ma non può essere completamente esclusa.
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Identificazione delle sorgenti di accensione:
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Equipaggiamenti elettrici: motori, quadri elettrici, illuminazione, strumenti di controllo;
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Calore: superfici calde, fiamme libere, scintille;
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Attività umane: saldatura, taglio, abrasioni;
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Scariche elettrostatiche: accumulo di cariche elettriche su superfici isolate.
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Valutazione della Probabilità e della Gravità del Rischio
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Probabilità: dipende dalla frequenza delle perdite, dall'efficacia dei sistemi di rilevamento e dalla presenza di fonti di accensione;
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Gravità: dipende dalla quantità di ammoniaca rilasciata, dalla dimensione della zona a rischio e dalla presenza di persone.
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Misure di Prevenzione e Protezione
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Prevenzione delle fughe: utilizzo di materiali e componenti di alta qualità, ispezioni regolari, manutenzione preventiva;
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Rilevamento delle fughe: installazione di rilevatori di gas fissi e portatili;
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Ventilazione: sistemi di ventilazione forzata per disperdere rapidamente le eventuali fughe di ammoniaca;
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Protezione contro le fonti di accensione: utilizzo di apparecchiature elettriche a prova di esplosione, eliminazione di fonti di calore, controllo delle attività potenzialmente pericolose;
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Misure di emergenza: aggiornamento dei piani di emergenza, formazione e sensibilizzazione del personale, dotazioni di sicurezza adeguate.
Aggiornamento della valutazione del rischio ATEX
L'aggiornamento della valutazione del rischio ATEX è un processo fondamentale per garantire che le misure di preventive e/protettive adottate siano sempre adeguate e conformi al reale rischio degli ambienti di lavoro.
Sulla base delle premesse è necessario procedere con l’aggiornamento dell’analisi del rischio e del documento sulla protezione contro le esplosioni quando:
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intervengono modifiche al processo produttivo che determinano l’introduzione di nuovi materiali o sostanze infiammabili, modifiche ai quantitativi valutati, modifiche delle condizioni ambientali;
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nuove installazioni o modifiche di macchine o impianti;
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modifiche del layout produttivo;
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aggiornamenti normativi;
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incidenti o near miss che potrebbero indicatore carenza delle misure adottate;
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altre modifiche significative agli ambienti di lavoro;
E’ opportuni aggiornare la valutazione del rischio ATEX periodicamente anche in assenza di variazione delle condizioni. La frequenza di aggiornamento va valutata in funzione del livello di rischio e della complessità del sito produttivo.
Chi può redigere la valutazione del rischio ATEX?
L'analisi del rischio ATEX è un processo complesso che richiede competenze specifiche e conoscenze approfondite della normativa.
Per eseguire una valutazione del rischio ATEX non sono richieste specifiche abilitazioni ma è necessario possedere specifiche competenze tecniche ed esperienza:
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Conoscenza approfondita della normativa ATEX: direttive, norme tecniche armonizzate, leggi nazionali;
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Competenze tecniche: conoscenza dei processi produttivi per i quali viene effettuata la valutazione del rischio, delle sostanze utilizzate, delle attrezzature e degli impianti;
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Capacità di analisi: abilità nell'identificare i potenziali pericoli, valutarne la probabilità e la gravità, e definire le misure di prevenzione e protezione adeguate;
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Capacità di comunicazione: capacità di comunicare i risultati della valutazione del rischio a tutti i livelli aziendali, compresi i lavoratori.
La valutazione del rischio ATEX, soprattutto in ambito industriale, è un'attività complessa che richiede competenze specifiche. Affidarsi a un soggetto esperto e qualificato è fondamentale per garantire la sicurezza dei lavoratori e la conformità dell'azienda alla normativa
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Valutazione del rischio incendio per aziende: normativa, approccio e metodi per farla
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Direzione Lavori e construction management;
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Coordinamento Sicurezza;
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Test e Commissioning
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Sviluppo dei Piani di Emergenza e in generale dell’intero Sistema di Gestione delle emergenze