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Valutazione del rischio incendio per aziende: normativa, approccio e metodi per farla

Una corretta valutazione del rischio genera e protegge valore nelle organizzazioni. Il mondo industriale in particolare, per definizione sinonimo di struttura complessa dal punto di vista economico, tecnologico e sociale, necessita di una procedura rigorosa per determinare quali siano i pericoli reali e le conseguenti azioni preventive e protettive più efficaci per garantire scelte responsabili.

Vuoi garantire la sicurezza della tua azienda e dei tuoi dipendenti? Scopri come effettuare una corretta valutazione del rischio incendio e mettere in atto le misure di prevenzione più efficaci leggendo questo approfondimento!

 

L’importanza della prevenzione incendi nel settore industriale

Il rischio incendio rappresenta una delle principali preoccupazioni per la sicurezza nei luoghi di lavoro e dell’industria in particolare. La sua analisi, quantificazione e gestione efficace è essenziale per proteggere persone, beni e continuità operativa.

Una corretta costruzione del DVR per questo ambito deve considerare i seguenti aspetti:

  • sicurezza della vita;
  • conservazione della proprietà;
  • continuità delle attività aziendali e sicurezza delle operazioni;
  • protezione dell'ambiente;
  • conservazione del patrimonio.

Inoltre, la scelta dell’approccio metodologico costituisce un punto fondamentale affinchè l’obbligo normativo imprescindibile costituisca una opportunità di miglioramento, oltre che un importante elemento per la corretta della progettazione dei siti produttivi.

 

Cos'è la valutazione del rischio incendio e perché è fondamentale?

Il rischio incendio è definito come la probabilità che un incendio si verifichi e causi danni a persone, proprietà o all'ambiente.

La determinazione che un evento catastrofico come incendio possa accadere in una azienda è definita dalla legislazione come un’analisi dell’attività produttiva tesa ad individuare le più severe ma credibili ipotesi di accadimento e le corrispondenti conseguenze per occupanti, beni e ambiente.

Molto spesso questo documento, anche se risulta formalmente redatto, risulta insufficiente o inadeguato o incompleto, e quindi molto spesso inidoneo.

 

La Valutazione dei processi

È importante effettuare una onesta e completa analisi dello stato di fatto per identificare il rischio reale attraverso una approfondita valutazione dei processi e delle attività operative al fine di:

  • identificare le sorgenti di accensione;
  • valutare (quantificare e individuarne le caratteristiche chimico-fisiche) i materiali combustibili presenti;
  • analizzare le vulnerabilità strutturali e impiantistiche;
  • analizzare l’organizzazione interna, in esercizio ed emergenza.

Attraverso una comprensione approfondita di questi elementi fondamentali sarà possibile sviluppare un programma di prevenzione e protezione completo, credibile ed efficace. Inoltre, si potrà progettare un Piano di Emergenza funzionale e realmente utilizzabile per la gestione dell’evento catastrofico, laddove fallissero le misure previste.

 

Normativa aggiornata sulla valutazione del rischio incendio

Il D.Lgs. 81/2008, art. 18, stabilisce che l’onere di questo adempimento, che rientra nella più ampia responsabilità della redazione del DVR, in capo direttamente al datore di lavoro, che quindi incaricherà un professionista antincendio iscritto agli elenchi del Ministero dell’Interno (art. 16 D.Lgs. 139/2006).

Secondo le indicazioni del Codice di Prevenzione incendi (DM 3 agosto 2015), il progettista impiegherà uno dei metodi di regola dell’arte per la valutazione del rischio d’incendio, in relazione alla complessità dell’attività trattata.

 

L’importanza del DM 3 settembre 2021

La normativa in parola recepisce anche i tre decreti in materia di prevenzione incendi, che sostituiscono il DM 10 marzo 1998. E in particolare il DM 3 settembre 2021, relativo alla valutazione dei rischi d’incendio, stabilisce i criteri di analisi da adottare nelle attività produttive e nei luoghi di lavoro, ad esclusione dei cantieri “temporanei o mobili”, e le conseguenti misure di prevenzione, protezione e di gestione da attuare per la riduzione degli stessi. Lo stesso DM in parola, detto anche Decreto Minicodice, delinea una procedura per la stima semplificata del rischio, idonea per attività a basso rischio espressamente discriminate.

 

Chi ha l’obbligo di fare la valutazione del rischio incendio?

L’analisi è obbligatoria per tutti i luoghi di lavoro, ai sensi del D.Lgs. 81/2008.

L’applicazione delle nuove modalità, è prevista solo per le nuove attività alla data del 29.10.2022, o nei casi di modifiche alle esistenti e da integrare dove necessario anche con l’analisi del rischio di esplosione.

Vengono delineate 3 situazioni diverse:

  • per i luoghi di lavoro dove vige una regola tecnica, cioè una norma specifica che regola un’attività (Es. Centrali Termiche);
  • per i luoghi di lavoro a basso rischio incendio;
  • Infine, per i luoghi di lavoro dove non vige una regola specifica per la prevenzione incendi e che non sono a basso rischio incendio: in questo caso viene applicato il DM 3/8/2015, riconosciuta come Regola Tecnica Orizzontale (RTO) valida per tutte le tipologie

 

Quando aggiornare la valutazione del rischio incendio?

L’aggiornamento del DVR per la deve essere immediatamente rielaborato, in occasione di modifiche del processo produttivo o della organizzazione del lavoro significative ai fini della salute e sicurezza dei lavoratori, o in relazione al grado di evoluzione della tecnica, della prevenzione o della protezione o a seguito di infortuni significativi.

 

Come si effettua una valutazione del rischio incendio?

In relazione alla complessità dell’attività si può far riferimento ai metodi riconosciuti dalla RTO e le normative tecniche vigenti, quali la UNI ISO 16732, norma di carattere generale che indica nel seguente flow chart la metodologia:

L’approccio corretto ed efficace in ambito industriale prevede quindi i seguenti step operativi:

Analisi dei pericoli di incendio, delle cause e delle conseguenze dei possibili eventi suddivisa per aree/reparto lavorativo omogeneo/compartimento antincendio:

  • individuazione dei pericoli d’incendio per ogni attività/zona produttiva
  • descrizione del contesto ambientale in cui sono individuati i pericoli
  • determinazione di quantità e tipologia degli occupanti esposti al rischio
  • individuazione dei beni esposti al rischio

Stima del rischio con metodo quantitativo inteso come processo attraverso il quale saranno definite le barriere (comportamentali/organizzative, passive, attive, continue, antropotecniche) di tipo preventivo in grado di frapporsi tra cause ed eventi, di tipo mitigativo in grado di limitare le conseguenze e dei fattori degradanti in grado di inficiare il funzionamento delle barriere.

Definizione dei livelli di rischio (accettabile, tollerabile generalmente, tollerabile a determinate condizioni, intollerabile) per ognuno dei pericoli d’incendio identificati;

Definizione delle attività di mantenimento e miglioramento della sicurezza.

 

Identificazione dei pericoli

È fondamentale identificare alcuni fattori primari necessari alla valutazione, in particolare sulla fase iniziale della individuazione dei pericoli, in quanto se un pericolo non è individuato il rischio non può essere valutato e quindi gestito.

Il processo di identificazione dei pericoli è molto dinamico e richiede continuità nella verifica e negli aggiornamenti.

Risulta essenziale il sopralluogo dell’attività, anche al fine di comprendere le specificità in essere e contestualizzare i temi e gli aspetti maggiormente rilevanti.

È altresì fondamentale per il progettista far ricorso a risorse ed attività che permettono di caratterizzare i pericoli in maniera adeguata, senza sottostimare nulla, quali informazioni tecniche su macchine e impianti, letteratura tecnica, pubblicazioni ed esperienze di associazioni di categoria.

 

Interviste per la valutazione dei rischi

Un ulteriore strumento, impiegato forse non a sufficienza, consiste nell’organizzare interviste con il personale dipendente preposto al reparto o alla gestione delle emergenze, che potrà fornire informazioni utili alla valutazione dell’area, oltre che gli audit degli stakeholders individuati (clienti dell’azienda ad esempio), da cui possono emergere anche particolari esigenze da recepire ai fini di espresse richieste contrattuali (esempio audit di mantenimento per la qualifica di supplier).

 

Valutazione del rischio

Nel campo industriale si suggerisce sempre una stima di tipo quantitativo, basata sulla stima matematica dei valori delle probabilità di accadimento F dell’evento incendio, e dell’entità entità M del danno atteso.

L’analisi Bow-Tie® ad esempio costituisce un potente metodo di costruzione contemporanea dei rapporti causa-effetto nella sfera:

  • di ciò che fa perdere il controllo sul rischio (Cause);
  • di ciò che si può determinare a seguito della perdita di controllo sul rischio (Conseguenze).

 

Secondo una definizione semplificata, questo metodo fornisce una panoramica di tutto ciò che può causare un determinato evento non desiderato (evento principale) con ramificazioni verso sinistra e destra comparabili rispettivamente con alberi dei guasti e degli eventi.

Nella notazione grafica l’evento principale si trova al centro ed è associato ad un pericolo.

 

Cosa si intende per “pericolo”

Il pericolo è inteso come una attività, una operazione, un materiale, una condizione che hanno il potenziale di causare un danno; esso non va inteso in senso restrittivo come qualcosa da evitare, ma piuttosto come uno stato che è parte della normale conduzione quotidiana di una attività produttiva/civile.

 

Cosa si intende per “evento principale”

L’evento principale è da intendersi come il momento in cui viene perso il controllo sul pericolo, permettendo che questo liberi il suo potenziale; esso non è per forza un incidente poiché l’azione delle barriere mitigative può ancora permettere l’interruzione della sequenza degli eventi.

 

Cosa si intende per “cause”

Le cause sono i fattori che possono determinare l’evento principale, ovvero le cause della perdita di controllo rispetto al pericolo presente. Ogni causa rappresenta uno scenario che può portare in autonomia rispetto alle altre cause al top event ed in maniera diretta.

 

Cosa si intende per “conseguenze”

Le conseguenze sono potenziali eventi che si possono verificare a valle dell’evento principale con una perdita e/o un danno diretto.

 

 

Le barriere primarie sono misure di controllo che vengono attuate ed interposte tra il manifestarsi del top event ed una conseguenza (barriere mitigative) oppure tra il verificarsi di una causa ed il raggiungimento dell’evento principale (barriere preventive).

La barriera, mitigativa o preventiva che sia, è intrinsecamente vulnerabile, a causa dei fattori degradanti, quali:

  • fattori umani;
  • fallimenti di tipo meccanico (rotture, cedimenti, ...);
  • verificarsi di condizioni anormali (meteo, …);
  • perdita di servizi critici (mancanza energia elettrica, …),

 

Come viene classificato il rischio incendio

La classificazione del rischio viene effettuata sulle conseguenze in modo da determinare il potenziale di provocare un danno e la relativa probabilità di accadimento. Tale classificazione è effettuata in maniera differenziata con riferimento:

  • al rischio per le persone;
  • al rischio per i beni;
  • al rischio per l’ambiente.

Ogni matrice di rischio viene utilizzata due volte su una stessa conseguenza: sul rischio non mitigato (in assenza del sistema di barriere predisposto) e sul rischio residuo (in presenza delle barriere di prevenzione e mitigazione).

 

 ACCETTABILE  -                                                      Si tratta di un rischio normalmente presente per il quale non è necessario implementare alcuna riduzione del rischio. 
 TOLLERABILE   GENERALMENTE   Il rischio viene tollerato in ragione dei benefici che si possono ottenere accettandolo. Per questo rischio vengono implementate misure di riduzione del rischio che devono essere mantenute.
 A DETERMINATE CONDIZIONI   Il rischio viene tollerato in ragione dei benefici che si possono ottenere accettandolo. Per questo rischio vengono implementate misure di riduzione del rischio che devono essere oggetto di monitoraggio continuo.
 INTOLLERABILE   -   Situazione non accettabile; determina la necessità di urgenti azioni correttive per la riduzione di almeno un livello di tollerabilità.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sulla base della quantificazione numerica si provvede alla classificazione del rischio.

Il rischio viene classificato per ognuna delle conseguenze identificate, sia nello stato non mitigato che nello stato di progetto (residuo, a valle dell’adozione del sistema di barriere).

La notazione grafica generale è quindi la seguente:

 

Esempio di calcolo del rischio incendio

Pericolo individuato: presenza di materiale combustibile di natura plastica ed in parte cellulosica/lignea stoccato verticalmente all’interno del magazzino con evento principale corrispondente al verificarsi di un innesco efficace e conseguente principio d’incendio che coinvolga tale materiale;

 incendio materiale plastico magazzino

Cause: Le cause indipendenti individuate come plausibili sono le seguenti:

  • incendio di natura elettrica per difetti isolamento /deterioramento componenti bordo-macchina;
  • incendio per sovraccarico da fulminazione componenti elettrici bordo-macchina;
  • Incendio di materiale plastico in fase di lavorazione meccanica per sovratemperatura localizzata all'interno delle macchine anche a causa di guasti nel funzionamento meccanico.

Tali cause rientrano:

  • tra quelle annoverate a livello statistico per attività industriali in tutta la lettura tecnica e negli Annuari Statistici elaborati dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco;
  • tra quelle ragionevolmente ipotizzabili sulla base dell’esperienza progettuale.

Le conseguenze primarie, coerentemente con gli obiettivi di sicurezza della progettazione, sono identificate:

  • nella propagazione dell’incendio con perdita di capacita portante;
  • nella propagazione dell’incendio con impossibilita di esodo dall’intera attività;
  • nello sviluppo dell’incendio con propagazione alle strutture adiacenti.

Le barriere preventive identificate per ognuna delle cause sono illustrate qui di seguito:

 

schema barriere preventive rischio incendio

 

 

La matrice per l’assegnazione della categoria di rischio per le persone è la seguente:

matrice rischio incendio per persone

 

 

La matrice per l’assegnazione della categoria di rischio per i beni è la seguente:

matrice rischio incendio per beni

 

 

La matrice per l’assegnazione della categoria di rischio per l’ambiente è la seguente:

matrice rischio incendio per ambiente

 

 

Misure di prevenzione e protezione

A seguito della valutazione dei rischi il progettista, incaricato dal datore di lavoro, mitiga il rischio d’incendio valutato applicando un’adeguata strategia antincendio composta da misure antincendio di prevenzione, di protezione e gestionali, identificate dal Codice:

 

misure di prevenzione e protezione

 

Reazione al fuoco

Resistenza al fuoco

Compartimentazione dei locali

Sistema d’esodo degli occupanti

Sistema e Gestione Antincendio

Controllo dell’incendio

Rivelazione e allarme incendio

Controllo del fumo e del calore

Operatività

Sicurezza degli impianti

 

 

 

Il progettista applica all’attività tutte le misure antincendio, stabilendo per ciascuna i relativi livelli di prestazione in funzione degli obiettivi di sicurezza da raggiungere.

 

Chi firma la valutazione del rischio incendio? 

Il progettista assume piena responsabilità in merito alla valutazione del rischio d’incendio riportata nella documentazione progettuale relativa all’attività.

Il Datore di Lavoro la sottoscrive per presa in carico dei risultati e attuazione delle misure mitigative in essa contenute

 

VEDI ANCHE: 
Impianto biometano: cos’è, come funziona e normativa per la progettazione

 

Consulenza e supporto per la valutazione del rischio incendio

Valutiamo e progettiamo le migliori strategie per la riduzione del rischio incendio all’interno di siti industriali complessi.

Nella gestione della sicurezza nei siti produttivi lavoriamo al fianco del Datore di Lavoro per valutare gli specifici rischi incendio ed esplosione e applichiamo le nostre competenze specialistiche per assicurare la tutela di persone, cose e dell’ambiente.

Siamo specializzati nei servizi di ingegneria per la progettazione, conduzione dei lavori, il commissioning delle opere antincendio.

 

I servizi offerti da E4F nel settore dell’Ingegneria della sicurezza antincendio e sistemi di protezione comprendono:

Progettazione: approccio ingegneristico (FSE) e tradizionale

Analisi e valutazione del rischio incendio

Verifica di resistenza al fuoco

Impianti di protezione antincendio: rivelazione e allarme, evacuazione fumo e calore, impianti di spegnimento

Segnaletica antincendio, Piani di Emergenza e Piani di Evacuazione

Rischio connesso alla presenza di atmosfere esplosive (Direttiva ATEX)

Classificazione delle zone a rischio esplosione

Analisi del rischio esplosione

Documento sulla protezione contro le esplosioni

 

Per tutti le tipologie di interventi E4F è in grado di assistere i clienti per:

  • Progettazione completa degli impianti, delle opere edili e delle misure accessorie, in tutte le fasi;
  • Direzione Lavori e construction management;
  • Coordinamento Sicurezza;
  • Test e Commissioning
  • Sviluppo dei Piani di Emergenza e in generale dell’intero Sistema di Gestione Antincendio

 

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