Addetto controllo attrezzature a pressione

Attrezzature a Pressione: Normative e Obblighi Aggiornati per il 2025

Cosa sono le attrezzature a pressione?

Le attrezzature a pressione sono apparecchiature progettate per contenere fluidi a una pressione. Comprendono recipienti, tubazioni, accessori di sicurezza e insiemi di tali componenti. La loro regolamentazione mira a garantire la sicurezza nell'utilizzo di queste apparecchiature in vari contesti industriali.

 

Il D.M. 329/2004, attuativo della direttiva 97/23/CE (PED), regolamenta le attrezzature a pressione, definendole come:

  • apparecchiature a pressione: recipienti, tubazioni, accessori di sicurezza e accessori a pressione, ove applicabile, che sono progettati e fabbricati per contenere fluidi ad una pressione superiore a 0,5 bar;
  • insiemi: più apparecchiature a pressione assemblate dal fabbricante per costituire un tutto integrato e funzionale.

 

In sostanza, il decreto si applica a tutte le attrezzature e gli insiemi sottoposti a pressione, utilizzati in condizioni di esercizio, che rientrano nel campo di applicazione dell’art.1 del D.M. 329/2004.

  • Settori di utilizzo principali (industria, chimica, farmaceutica, ecc.)

 

settori utilizzo attrezzature a pressione impianto a pressione

 

Le attrezzature a pressione sono comunemente utilizzate praticamente in tutti gli ambiti industriali e il loro impiego e gestione richiede il rispetto di specifici adempimenti da parte del datore di lavoro per garantire un ambiente lavorativo sicuro.

Di seguito un elenco, non esaustivo, dei più comuni impianti e attrezzature impiegati in ambito industriale (alimentare, farmaceutico, energetico, chimico, siderurgico, metalmeccanico, energetico, manifatturiero, ecc…):

  • impianti di aria compressa;

  • impianti di refrigerazione;

  • centrali termiche e generatori di vapore;

  • impianti di cogenerazione e trigenerazione;

  • recipienti a pressione per stoccaggio e trasporto di fluidi;

  • impianti di produzione e trasporto di gas naturale;

  • impianti di pastorizzazione e strerilizzazione;

  • presse idrauliche e sistemi di pompaggio;

  • bombole per i gas tecnici;

  • e tanti altri.

 

Importanza della sicurezza nella gestione di questi impianti

L’ampia diffusione delle attrezzature ed impianti a pressione definisce prioritario un approccio gestionale in sicurezza, da parte del datore di lavoro, di tali componenti.

Il datore di lavoro ha una serie di oneri e responsabilità nella gestione in sicurezza degli impianti a pressione, volti a garantire la sicurezza dei lavoratori e la conformità alle normative vigenti. I principali oneri possono essere così riassunti:

  • valutazione dei rischi: identificare e valutare i rischi connessi all'utilizzo delle attrezzature a pressione, al fine di adottare le misure preventive e protettive necessarie.

  • messa in servizio e immatricolazione: assicurarsi che le attrezzature a pressione siano conformi alle normative e che vengano sottoposte alle verifiche di primo impianto e di messa in servizio, inclusa l'immatricolazione presso l'INAIL, ai sensi del Decreto Ministeriale 329/2004;

  • verifiche periodiche: sottoporre le attrezzature a pressione alle verifiche periodiche di funzionamento e di integrità strutturale, secondo le scadenze previste dalla normativa;

  • manutenzione: garantire la manutenzione ordinaria e straordinaria delle attrezzature, in conformità alle istruzioni del fabbricante e alle normative tecniche;

  • formazione e informazione: fornire ai lavoratori adeguata formazione e informazione sui rischi connessi all'utilizzo delle attrezzature a pressione e sulle procedure di sicurezza da seguire;

 

Direttiva PED 2014/68/UE: requisiti e ambito di applicazione

 

Che cos’è la Direttiva PED e a cosa serve?

La Direttiva PED 97/23/CE, sostituita dalla nuova Direttiva 2014/68/UE, è una direttiva di prodotto emanata dall’Unione Europea, che disciplina la progettazione, fabbricazione e valutazione di conformità delle attrezzature a pressione.

  • Scopo della direttiva: sicurezza, libera circolazione dei prodotti in Europa

Il fabbricante ha un ruolo fondamentale nella normativa PED, poiché esso è il responsabile della produzione e della commercializzazione degli apparecchi a pressione nonché garante della sicurezza degli stessi.

Il fabbricante deve rispettare una serie di requisiti tecnici e amministrativi per poter commercializzare i propri prodotti. In particolare, deve redigere una Dichiarazione di Conformità (DoC) che attesti la conformità dell'apparecchio alle norme di sicurezza previste dalla PED.

  • Categorie di attrezzature a pressione soggette alla normativa

Secondo la Direttiva PED, un recipiente può essere classificato come a pressione solo se la pressione massima ammissibile PS è superiore a 0,5 bar (pressione relativa). Qualsiasi equipaggiamento con pressione uguale o inferiore a 0,5 bar non rientra nella PED e la sua sicurezza sarà disciplinata da altre direttive.

 

Obblighi per i produttori e operatori

  • Requisiti essenziali di sicurezza

La Direttiva PED, inoltre, stabilisce i requisiti minimi di sicurezza (RES) che il fabbricante deve rispettare per poter commercializzare i propri dispositivi con la marcatura CE in Europa.

Essi rappresentano un insieme di requisiti obbligatori che le attrezzature a pressione devono soddisfare per essere immesse sul mercato europeo.

I RES coprono aspetti come la progettazione, la fabbricazione, i materiali, i controlli e le prove delle attrezzature a pressione e sono i criteri fondamentali che assicurano che le attrezzature a pressione siano sicure e affidabili.

  • Procedure di valutazione della conformità e marcatura CE

Il fabbricante, per poter dichiarare la conformità di un prodotto alla Direttiva PED, deve seguire i seguenti passi:

  • identificare il livello di pericolosità dell’apparecchiatura tramite le Categorie di rischio, suddivise in base a
    • PS - livello della pressione ammissibile,
    • V o DN - dimensione dell’apparecchiatura;
    • TS - temperatura;
    • tipo e stato del fluido.

In base ai valori ottenuti dalle tabelle, i recipienti e le tubazioni vengono classificati in base alla loro categoria di rischio, che va da I a IV per i recipienti e da I a III per le tubazioni.

 

Le categorie di rischio servono a definire le misure di sicurezza da adottare, come ad esempio la scelta dei materiali, l'adozione di sistemi di protezione e di monitoraggio, e la formazione del personale addetto alla gestione degli impianti.

  • la categoria di rischio di appartenenza determina l’identificazione dell’attività in uno o più moduli di valutazione delle conformità;

  • marcatura CE dell’apparecchiatura e la necessità di coinvolgere un Organismo Notificato solamente per le Categorie da II a IV;

Ad avvenuta commercializzazione, il fabbricante ha l'obbligo di monitorarne la sicurezza in fase di esercizio e di effettuare eventuali azioni correttive in caso di segnalazione di problemi o malfunzionamenti.

  • Documentazioni necessarie

Il fabbricante di un prodotto PED (Pressure Equipment Directive) deve produrre la documentazione tecnica dettagliata per dimostrare la conformità del prodotto ai Requisiti Essenziali di Sicurezza (RES) della direttiva 2014/68/UE

Nella sostanza, la documentazione deve fornire una traccia completa del processo di progettazione, fabbricazione e controllo del prodotto, dimostrando che è stato realizzato in conformità ai requisiti di sicurezza.

 

Decreto Ministeriale 329/2004: obblighi e verifiche per le aziende

 

Denuncia di messa in servizio e obblighi per i datori di lavoro

  • Chi è responsabile della denuncia di messa in servizio 

L’impiego degli impianti a pressione da parte dell’utilizzatore è regolamentato dal D.M. 329/2004, i quali dovranno essere prima segnalate, comunicate e denunciate ad INAIL con due procedure:

 

impianto a pressione obblighi ministeriali decreto

 

1. VERIFICA E DICHIARAZIONE DI MESSA IN SERVIZIO (RICHIESTA CONTESTUALE)

La verifica e dichiarazione di messa in servizio è necessaria:

  • per tutte le attrezzature e insiemi che non rientrano nelle esclusioni dell’art.2 del D.M. 329/2004;

La verifica e dichiarazione di messa in servizio o di primo impianto decorre dal momento in cui gli impianti vengono installati e assemblati dall’utilizzatore. La stessa deve essere richiesta dall’utilizzatore ad INAIL, tramite applicativo CIVA, che ha lo scopo di controllare il funzionamento e la corretta installazione degli apparecchi in conformità alla normativa vigente e al manuale d’uso fornito dal fabbricante.

 

2. DICHIARAZIONE DI MESSA IN SERVIZIO

La dichiarazione di messa in servizio è necessaria per tutte le attrezzature ed insiemi esclusi dal controllo della messa in servizio ai sensi dell’art.5 del D.M. 329/2004 che sono:

  • gli estintori portatili e le bombole portatili per apparecchi respiratori;
  • i recipienti semplici di cui al decreto legislativo n. 311/1991 aventi pressione minore o uguale a 12 bar e prodotto pressione per volume minore di 8000 bar*1;
  • gli insiemi per i quali da parte del competente organismo notificato o di un ispettorato degli utilizzatori risultano effettuate per quanto di propria competenza le verifiche di accessori di sicurezza o dei dispositivi di controllo. L’efficienza dei citati accessori o dispositivi devono risultare dalle documentazioni trasmesse all’atto della presentazione della dichiarazione di messa in servizio. 

 

3. OBBLIGHI DA OSSERVARE PER LA VERIFICA DI MESSA IN SERVIZIO E DICHIARAZIONE DI MESSA IN SERVIZIO

La richiesta di Verifica di messa in servizio o la presentazione della Dichiarazione di messa in servizio deve essere trasmessa ad INAIL, attraverso l’applicativo CIVA, allegando un fascicolo tecnico riportante i seguenti documenti:

  • elenco delle singole attrezzature con relativi valori;
  • schema di impianto;
  • relazione tecnica con le condizioni di installazione e di esercizio, misure di sicurezza e protezione;
  • dichiarazione di attestazione conformità alle condizioni del manuale di uso e manutenzione.

 

4. RUOLO DELL’INAIL E DELLA ASL NELLE VERIFICHE DI SICUREZZA

INAIL è un attore centrale nella prevenzione dei rischi connessi all'utilizzo delle attrezzature a pressione, garantendo il rispetto delle normative e promuovendo la sicurezza nei luoghi di lavoro.

  • verifiche di messa in servizio e verifiche periodiche:
  • immatricolazione: assegna un numero di matricola alle attrezzature a pressione, tenendo traccia della loro storia e delle verifiche effettuate;
  • applicativo CIVA (Certificazione e Verifica Impianti e Apparecchi): attraverso il portale CIVA, INAIL gestisce le comunicazioni e le richieste relative alle verifiche delle attrezzature a pressione, semplificando le procedure per i datori di lavoro.
  • normativa e linee guida: contribuisce all'elaborazione di normative e linee guida tecniche per la sicurezza delle attrezzature a pressione.
  • organismo notificato: in qualità di organismo notificato, INAIL può svolgere attività di certificazione secondo la Direttiva 2014/68/UE (PED).

Anche le ASL svolgono attività di controllo e vigilanza per assicurare che le aziende rispettino le normative vigenti in materia di sicurezza delle attrezzature a pressione.

 

Verifiche periodiche e manutenzione delle attrezzature

  • Frequenza e tipologie di verifiche obbligatorie

Le verifiche di riqualificazione periodica consistono nell'ispezione delle membrature delle apparecchiature mediante esame visivo, controlli spessimetrici ed eventuali altri controlli che si rendano necessari a fronte di situazioni evidenti di danno.

Le apparecchiature utilizzate e la loro categoria richiedono verifiche di funzionamento e integrità, la cui frequenza è definita dalla normativa specifica o da indicazioni emesse dal fabbricante.

  • Sanzioni per il mancato rispetto della normativa

Le sanzioni per il mancato rispetto degli obblighi previsti dal D.M. 329/2004, che recepisce la direttiva PED, sono stabilite principalmente dal D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro). È importante notare che le sanzioni, rientrando nell’ambito della sicurezza negli ambienti di lavoro rientrano nella sfera dei reati di tipo penale.

 

Cosa può fare E4F per la tua azienda

Siamo specializzati nei servizi di ingegneria per la sicurezza negli ambienti di lavoro.

La competenza specialistica di E4F è a disposizione per:

  • supporto al datore di lavoro o RSPP, mediante uno screening di stabilimento, per individuare le apparecchiature ed impianti soggetti alla Direttiva PED e/o adempimento INAIL;

  • assistenza per richieste di denuncia o messa in servizio INAIL;

  • assistenza per la gestione dell’applicativo CIVA di INAIL;

  • consulenza al fabbricante di apparecchiature e impianti PED per la costituzione del fascicolo tecnico PED;

  • gestione delle verifiche di riqualificazione periodica (visual test, controlli non distruttivi - CND, taratura periodica valvole);

  • Piping stress analisys;

  • Progettazione e dimensionamento valvole ed apparati.

 

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