L’ingegneria antincendio per una maggiore sicurezza dello stabilimento

 

La prevenzione incendi è una materia complessa che ha come obbiettivi la sicurezza della vita umana, la tutela dei beni e la salvaguardia dell’ambiente.

La normativa ha storicamente risposto a tale complessità imponendo un approccio di tipo prescrittivo; tale metodo nel tempo, pur garantendo complessivamente livelli di sicurezza molto efficaci a livello nazionale per le attività civili e industriali, ha finito per semplificare le valutazioni progettuali di prevenzione incendi.

In linea generale si è persa l’abitudine di ragionare sugli effetti reali degli incendi, preferendo una visione astratta dell’evento priva di reali approfondimenti sulla specificità della situazione oggetto di analisi. L’applicazione della normativa dunque, se astratta dall’analisi del singolo caso, può comportare valutazioni erronee o superficiali in fatto di velocità di propagazione del fuoco, di sviluppo di prodotti della combustione e della diffusione negli ambienti di calore e fumo, arrivando a compromettere la sicurezza delle persone e dello stabilimento.

L’approccio dell’ingegneria alla prevenzione incendi

L’approccio alternativo e, secondo E4F molto più efficace, si basa sulla FSE - Fire Safety Engineering o ingegneria della sicurezza antincendio, un metodo di analisi che consente di valutare i reali scenari d’incendio simulandone lo sviluppo e la propagazione nel tempo e valutando le possibili conseguenze su persone, strutture e beni.

Gli scenari, scelti su base oggettiva e condivisi con i Vigili del Fuoco, vengono modellati con algoritmi specifici per determinare quali siano le condizioni reali dal punto di vista termico e dell’andamento dei prodotti della combustione. La complessità dell’analisi è supportata da un software di simulazione, in grado di riprodurre un incendio, mostrando con esattezza il suo sviluppo e la sua propagazione all’interno dello stabilimento.

L’ingegneria della sicurezza antincendio vede al centro la valutazione scientifica del fenomeno combustione, degli effetti dell’incendio e del comportamento umano quantificandone i rischi e gli effetti, tenendo conto della probabilità, delle quantità di materiali eventualmente coinvolti incrociandoli con i dati oggettivi della situazione specifica, per una valutazione più realistica possibile.

In definitiva, anziché utilizzare dei parametri imposti, si valuta la soluzione più idonea per raggiungere un dato obiettivo di sicurezza nelle condizioni di incendio più sfavorevoli.

I vantaggi della FSE

La FSE è un approccio particolarmente adatto a realtà complesse come stabilimenti produttivi e di stoccaggio materiali per le quali l’incendio comporta gravi danni economici e produttivi.

I vantaggi di questo metodo infatti sono:

  • estrema flessibilità;
  • quantificazione dei rischi di incendio basata su parametri d'ingresso palesi e identificabili;
  • valutazione analitica delle misure antincendio da adottare basandosi sull’effettivo rischio, evitando così un sovradimensionamento degli interventi o un'inefficacia delle misure adottate;
  • personalizzazione delle scelte progettuali;
  • ove possibile, riduzione al minimo gli interventi di adeguamento;
  • dimostrazione dell’efficacia delle strategie antincendio adottate in deroga alle soluzioni prescrittive.

Alcuni esempi

Approfondiamo alcuni esempi concreti.  

Se l’obiettivo di sicurezza definito è garantire il mantenimento della capacità portante della struttura di un edificio, le possibili alternative sono:

  • un approccio prescrittivo, verificando che la resistenza della struttura sia almeno uguale a quella minima data dal calcolo del carico d’incendio, senza riflettere sulla posizione dei materiali combustibili, sulla velocità di propagazione dell’incendio, sulla modalità di combustione e sull’intervento degli impianti di protezione antincendio automatici;
  • un approccio FSE, studiando il reale andamento nel tempo delle temperature sulla struttura portante nelle condizioni d’incendio più sfavorevoli, verificando il comportamento e la conseguente capacità dell’edificio di mantenere la resistenza quantificando l’eventuale danneggiamento.

Se invece l’obiettivo di sicurezza stabilito è quello di garantire l’esodo:

  • l’approccio prescrittivo imporrà di verificare che tutti i percorsi siano inferiori alla distanza massima prescritta;
  • l’approccio FSE determinerà inizialmente quale sia il tempo necessario per raggiungere un luogo sicuro, stimerà poi dopo quanto tempo vengono raggiunte le condizioni ambientali tali da rendere impossibile l’esodo, confronterà infine questi tempi per verificare che le persone abbiano la possibilità di completare l’esodo con un sufficiente margine di sicurezza.

Prendendo in considerazione gli esempi sopra riportati, grazie al metodo FSE sarà possibile dimostrare come l’esodo possa avvenire in totale sicurezza pur con percorsi notevolmente superiori a quanto prescritto dalla norma oppure come nello stabilimento, pur disponendo di una struttura nominalmente dotata di una resistenza al fuoco limitata, non sia necessario limitare i quantitativi di materiale stoccato poiché in caso di incendio non ne sarà compromessa la capacità portante.

L’approccio ingegneristico permette dunque di risolvere situazioni nelle quali il mero rispetto di uno o più parametri diventa impossibile soprattutto per la presenza di vincoli.

Per una valutazione completa della situazione della tua Azienda affidati ad esperti dell’ingegneria della sicurezza antincendio. E4F ti può accompagnare attraverso l’approccio ingegneristico e l’esperienza di decine di casi già all’attivo.

Contattaci e metteremo a tua disposizione i nostri esperti.